Dietro le quinte di un nuovo vigneto

Behind the scenes of a new vineyard

*English version at the end of the Italian text

Tempo di lettura / reading time : 4 min

Lunghi tempi e tante operazioni preliminari si svolgono in ciò che nell’insieme indichiamo come ‘impianto di un nuovo vigneto’. Tra i diversi ed estremamente importanti momenti di lavoro coinvolti, uno più di tutti ne sintetizza il senso e cela le più profonde emozioni che noi, viticoltori partecipi in prima linea, viviamo: la ‘messa a dimora di nuove barbatelle’, evento che ci ha visti impegnati nelle scorse settimane.

Il nuovo vigneto va innanzitutto pensato e concepito, papà Tommaso è prima di ogni altra cosa un contadino esperto ed illuminato, e ci insegna a comprendere cosa-piantare-dove e perché. Stiamo portando avanti, nel corso degli anni, cloni altamente selezionati e vocati sulle nostre terre di mare a produzioni di qualità, peculiare e territoriale. Esaminiamo pochi ma fondamentali aspetti cercando di interpretare la naturale inclinazione e potenzialità di ogni particella (‘in cielo’ ed ‘in terra’, anche poche centinaia di metri possono mostrare differenze tutt’altro che trascurabili). Nel far ciò, ci affidiamo prima di tutto alla nostra esperienza: vivere la stessa terra per decenni e generazioni rappresenta una ricchezza autentica, intrisa di magia; tra una valutazione e l’altra spendiamo giorni a percorrere le nostre terre, vedere papà fermarsi all’improvviso ed affermare con ferma convinzione “Ah, questa è terra da Montepulciano” è sempre una vibrante emozione. Constatare qualche anno più tardi che non si sbagliava affatto, sentirlo nel bicchiere anni dopo ancora, è la consacrazione della sua incontrastabile vocazione a questa vita, a queste viti, a questo territorio.

Si susseguono settimane di fermento lavorativo e la nostra ‘Famiglia a lavoro’ si allarga. L’estate precedente l’impianto, il terreno deve essere preparato ed il nostro minuzioso metodo richiede più persone e più lavoro sul campo, quindi inevitabilmente più tempo rispetto alle moderne lavorazioni (veloci e con minimo intervento umano) ma una buona preparazione è cruciale per garantire ottimale radicamento e longevità alle future piante. Il terreno poi riposa, e viene opportunamente livellato con interventi autunnali che ne modulano anche la porosità: in tal modo le piogge invernali saranno ottimamente assorbite e costituiranno una preziosa risorsa idrica naturale per le barbatelle. Si procederà quindi alla tracciatura del vigneto, ovvero all’individuazione della densità e del tipo di impianto, segnando con delle canne di bambù le distanze tra le future viti e tra le file (altro passaggio che richiede un grande esperienza pratica). Tutti i nostri vigneti continuano a conservare i tradizionali impianti a pergola Abruzzese: sebbene richiedano interventi esclusivamente manuali (Tommaso non ha mai ceduto alla diffusa conversione in filari, meccanizzabili), si confermano come la migliore forma di allevamento per produzioni di eccelsa qualità nella nostra zona. Vengono poi interrati i principali elementi di sostegno perimetrali e, solo quando le condizioni climatiche lo consentono, si procede alla messa a dimora delle piantine nel suolo.

Le barbatelle vengono piantate una ad una, fila dopo fila fino a completare tutto il vigneto rigorosamente a mano, in un gesto che racchiude tutta la magia di dare l’impulso ad una nuova vita. Un tempo lento ma scandito, entro il quale si realizza il primo incontro tra le nuove viti e una nuova terra, tra le nuove viti e le nostre mani a sancire l’inizio di una nuova lunga avventura. Il sole che vediamo sorgere sul nostro mare nelle fredde mattine da’ avvio ai lavori, ed il suo tramontare dietro la Majella ci avverte che è ora di rientrare. Gli uomini piantano, le donne trasportano e distribuiscono le barbatelle; il lavoro procede in modo continuo, ma ci da’ modo di osservare e fissare i colori, i profumi, le direzioni del vento, i dettagli nelle trame del nuovo terreno, la biodiversità della florida vegetazione spontanea e perfino di sorridere di fronte alle tante coccinelle incontrate. Entro i confini di questo vivido quadretto agreste, nell’andirivieni tra un fascio di barbatelle e l’altro, mentre la delicata brezza marina accarezza il viso, il motivo di una canzone scompiglia i pensieri “Chissà, chissà, domani su che cosa metteremo le mani…

English version

Long times and many preliminary operations take place in what we collectively refer to as the ‘planting of a new vineyard’. Among the various and extremely important moments of work involved, one more than all summarises the meaning and conceals the deepest emotions that we, as winegrowers involved in the front line, experience: the ‘planting of new barbatella‘, an event that has seen us engaged in recent weeks. *barbatella=small newborn vine
The new vineyard must first of all be thought of and conceived. Papa Tommaso is above all an expert and enlightened farmer, and he teaches us to understand what to plant-where and why. Over the years, we have been carrying out highly selected clones that are suited on our land to quality, peculiar and territorial productions. We examine a few but fundamental aspects, trying to interpret the natural inclination and potential of each plot (‘in the sky’ and ‘on the ground’, even a few hundred metres can show differences that are anything but negligible). In doing so, we rely first and foremost on our experience: living on the same land for decades and generations is an authentic richness, imbued with magic; between one assessment and another we spend days travelling through our lands, seeing dad suddenly stop and firmly affirm “Ah, this is Montepulciano land” is always a vibrant emotion. To realise a few years later that he was not wrong at all, to feel it in the glass years later, is the consecration of his unquestionable vocation to this life, to these vines, to this land.

Weeks of working ferment followed and our ‘Family at work’ grew. The summer before planting, the soil must be prepared and our meticulous method requires more people and more work in the field, and therefore inevitably more time, compared to modern tillage (fast and with minimal human intervention) but good preparation is crucial to ensure the future plants take root and longevity. The soil then rests and is suitably levelled out with autumnal operations that also modulate its porosity: in this way the winter rains will be optimally absorbed and will constitute a precious natural water resource for the newborn vines. The vineyard is then traced: the density and type of implanting is identified, and the distances between the future vines and between the rows are marked (another step that requires a great deal of practical experience), using typical short cutted bamboo canes taken from some of our lands. All our vineyards continue to maintain from many decades the traditional Abruzzo pergola system (leaves developing up, covering top of the soil): although they require exclusively manual intervention (Tommaso has never succumbed to the widespread conversion into rows, which can be mechanised), they are still te best viineyard’s structure for excellent quality production in our area. The main perimeter support elements are then buried and, only when climatic conditions permit, we go planting the new vines (barbatelle).

The barbatelle are planted one by one, row by row, until the entire vineyard is completed by hand, in a gesture that encapsulates all the magic of giving the impetus for new life. A slow but rythmic time, within which the first meeting between the new vines and a new land takes place, between the new vines and our hands to sanction the beginning of a new long adventure. The sun we see rising over our sea on cold mornings says it’s time to start working, and its setting behind the Majella mountain warns us that it’s time to go back home. The men plant, the women transport and distribute the new vines; the work proceeds continuously, but gives us the opportunity to observe and fix the colours, the scents, the directions of the wind, the details in the texture of the new soil, the wonderful biodiversity of the flourishing spontaneous vegetation and even to smile at the many ladybirds we meet. Within the confines of this vivid rural picture, in the comings-and-goings between one bundle of vines and another, while the gentle sea breeze caresses the face, the tune of a song disrupts the thoughts: “Who knows, who knows, what we will get our hands on tomorrow…” (Song title: Futura, Artist: Lucio Dalla).

In un calice di Vini Olivastri

Inside a glass of Olivastri Wines

*English version at the end of the Italian text

Tempo di lettura / reading time : 10-15 min

Domenica, Dicembre, vacanze di Natale. Soffia un vento freddo che rende le argentee chiome degli ulivi inquiete sullo sfondo immobile di un cielo grigio. I tralci bruni della vigna di Montepulciano, rassicurante trama dei nostri inverni, se ne stanno in silenzio ad aspettare che il sapiente taglio di papà Tommaso decida le loro sorti.

La Cantina osserva la chiusura domenicale: dopo mesi di vivo fermento, sembra finalmente riappropriarsi del proprio tempo e dei propri silenzi, che abbiamo sempre amato e rispettato come un elemento essenziale nel processo di affinamento dei nostri vini.

I pranzi di questi giorni, tanto attesi per riassaporare le generose ricette natalizie di famiglia, sono stati accompagnati come nostra consuetudine da una selezione di vini in cui a bottiglie da scoprire o di stimati amici colleghi, si affianca sempre una nostra bottiglia. Che alla fine papà finisce spesso per preferire, e non perché non apprezzi il buon lavoro altrui: è nel suo vino che riesce a scandire, concentrare e ritrovare la soddisfazione per la buona riuscita del suo lavoro di interi anni. Silenziosamente e quasi impercettibilmente, una umile ma salda felicità lo attraversa e rinvigorisce ad ogni sorso.

L’osservazione di questo fugace ma incisivo momento accende la miccia di una piccola riflessione, il cui sviluppo si articola in un pensiero più ampio e sentito. Se pertanto desiderate andare avanti nella lettura, prendetevi del tempo, mettetevi comodi e magari accompagnatevi ad un buon calice di vino.

I momenti in cui riusciamo a bere i nostri vini in un contesto distaccato da quello lavorativo sono per noi tanto desiderati quanto rari a volte. E sebbene le degustazioni condotte in ambiti professionali ci forniscano sempre un ventaglio di piacevoli momenti e costruttivi confronti, spesso ci ritroviamo nei panni dei nostri più temibili critici. Trovarci a degustare un nostro vino in una occasione privata ci lascia assaporare l’insolita libertà di abbandonarci alle semplici, uniche ed intense emozioni che essi riescono a trasmettere, ed attraverso le quali ripercorriamo ogni singola fatica, notte insonne, tutto l’amore e la costanza che impieghiamo nell’anno, negli anni. E quel sorso per un attimo ci sembra perfetto, un concentrato di pace e felicità, appagante armonia.

Sull’onda di queste sensazioni ci siamo chiesti: chi non ci ha mai conosciuti, non hai mai scambiato qualche parola con noi né visitato la nostra cantina o le vigne; chi ha semplicemente ricevuto una bottiglia in regalo, chi ne ha acquistate per caso o per curiosità, ma anche chi ci conosce (e beve) da anni, sa cosa si cela realmente nei ‘Vini Olivastri’? Come interpretare le sensazioni che trova in ogni nostro calice?

1. PRESENZA : il nostro è un vino fatto innanzitutto di persone presenti, noi, una Famiglia semplice, contadina, estremamente unita e radicata a valori umani e metodi di lavoro di antica memoria. Non ci siamo solo nelle parole con cui persuadere più o meno facilmente il cliente di turno, o per scattare una foto d’effetto (certo, scattiamo poi anche quelle): noi ci siamo sempre, direttamente, in ogni passaggio e momento, dalla campagna alla cantina fino al più lontano paese nel mondo con le valige piene di bottiglie (e il terrore delle dogane). La nostra presenza è reale, costante, coinvolta, appassionata. La presenza delle impressive grandi mani di papà Tommaso, delle sue scelte cruciali nei momenti più difficili, della precisione metodica, del sostegno ed attenzione al dettaglio delle donne di Famiglia; la presenza ogni volta che la campagna chiama, la presenza in ogni orario in cui la cantina ci tiene svegli, la presenza quando un amico passa a trovarci o un cliente ha bisogno di una consegna dell’ultima ora. Fare e raccontare i nostri vini, essere all’occorrenza addetti alla produzione, al marketing, alla grafica, alle vendite ed al post-vendita; passare in 10 minuti dagli stivali ed i vestiti che odorano di mosto, a lanciarsi in macchina pronti per una visita da un cliente. Chiudendo gli occhi, percepiamo integralmente la nostra presenza nel carattere che in generale definiremmo avvolgente dei nostri vini, schietti e senza fronzoli, senza timore di esprimere qualche spigolosità che la Natura ha deciso di darci in un’annata particolare. Presenza di persone, presenza di Natura.

2. GENUINITÀ : la genuinità è senza dubbio il caposaldo della nostra filosofia produttiva. Fare le cose bene, ma farle genuinamente. Questa scelta conduce inequivocabilmente ad accettare che la Natura ha un ruolo decisivo e scarsamente condizionabile nel definire le peculiarità dei nostri vini. Ci piace lasciare che siano il vitigno, il terroir, l’annata, a guidarne l’impostazione qualitativa. Aspiriamo a vini sinceri, più che perfetti. Ciò che rende per noi speciale ed affascinante tutto ciò che viene dalla natura è l’unicità irripetibile di ogni singola entità, spesso corredata da peculiari imperfezioni (da non confondere con i difetti). Siamo soddisfatti quando, facendo seguito alla generosità od ai capricci di Madre Natura, con il nostro lavoro siamo riusciti ad ottenere il miglior risultato possibile per quelle condizioni d’annata, ed un vino che ha i colori, gli odori ed i sapori delle terre di mare (la nostra Costa dei Trabocchi) da cui prende vita. In quest’ottica si colloca la scelta rigorosa di lavorazioni rispettose, sia in campagna che in cantina, messi a punto negli anni col solo obiettivo di portare a casa materia prima di qualità e trasformarla in un concentrato di genuine emozioni, prescindendo da ogni convenzione o moda del momento.

3. UNICITÀ : figlia della genuinità, l’unicità è per noi un valore estremamente importante. Tommaso l’ha sempre difesa, rifiutando ogni sorta di omologazione, dalle qualità organolettiche dei vini alle scelte commerciali. Una strada certamente più tortuosa ed impegnativa, soprattutto quando come accade sempre più frequentemente si cerca di guidare le scelte sull’onda di una moda piuttosto che sulla base delle effettive peculiarità di un vino o di un territorio e della reale identità di chi lo produce. Ma noi crediamo molto nell’unicità, ed in ogni ambito abbiamo sempre scelto ciò che pensavamo potesse realmente rappresentare il meglio per preservarla e sostenerne l’espressione, edificando nel corso degli anni metodi di lavoro semplici ma assolutamente propri, saldamente ancorati ad antiche tradizioni ma senza demonizzare a priori piccoli interventi di ‘ammodernamento’ , quando questi avrebbero potuto effettivamente introdurre una miglioria nel lavoro o nel prodotto. C’è ancora una grande attenzione ai tempi in campagna come in cantina, poiché per un buon risultato è fondamentale che ogni intervento sia praticato nel giusto momento, con la giusta tecnica e solo quando necessario: tutto risiede nella grande esperienza di papà Tommaso, che oggi noi figli con ammirazione ed entusiasmo comprendiamo, impariamo ed applichiamo sotto la sua guida. La nostra unicità va ricercata nei nostri vini, nei loro colori, nei profumi e nel sorso ricco, poco ordinari perché raccontano di singole persone e specifici microterritori: toniche acidità tendono un filo che attraversa tutta la nostra produzione ed ogni differente bottiglia, poiché caratteristica del nostro terroir di mare. Le nostre raccolte sanno sempre pazientemente aspettare un frutto maturo e concentrato, senza mai andare oltre, garantendoci intensità, freschezza e piacevole beva, assicurando ottimi potenziali di invecchiamento ma anche una beva più pronta ove preferito o preferibile (alcuni bianchi ad esempio si esprimono molto meglio in annate giovani!); la mineralità e la sapidità dei nostri suoli della ‘Costa dei Trabocchi’ vengono meravigliosamente e differentemente interpretate da ogni differente vitigno imbottigliato; la pulizia e bevibilità testimoniano quanta attenzione impieghiamo nell’operare un discreto ma puntuale lavoro in cantina.

Non sarebbe mai stato possibile sentire e raccontare brevemente quello che sappiamo di poter ritrovare in un calice dei nostri vini, ed avremmo ancora tante cose da poter dire.

Ci auguriamo che questo nuovo anno possa riportarci gradualmente ed in sicurezza a ritrovarci per condividere nuovi momenti, aneddoti e racconti insieme. Finché non ci sarà possibile, cogliamo l’occasione per ringraziare quanti, fino al difficile 2020 lasciatoci alle spalle, hanno sinceramente creduto in noi, riconoscendo nei nostri vini tutta la nostra dignità e la nostra passione nel fare del nostro meglio per consegnarvi un concentrato di umili ma genuine e sincere emozioni. Tante meravigliose persone (prima che clienti o collaboratori) ci hanno aperto le loro porte con grande accoglienza, hanno apprezzato, sostenuto e divulgato i nostri vini vicino a noi o più lontano nel mondo. Tutte le persone incontrate nei mesi estivi, con cui abbiamo cercato di ricostruire un po’ della spensieratezza e libertà perdute, contribuendo con orgoglio a consegnare un bel ricordo di San Vito, della Costa dei Trabocchi, del nostro Abruzzo. Ed anche quanti le porte le hanno chiuse o socchiuse all’improvviso, consegnandoci al benefico dubbio di poter fare meglio, stimolandoci interessanti interrogativi su dove e come poter sempre migliorare.

English Version

Sunday, December, Christmas holidays. A cold wind blows making the silvery foliage of the olive trees restless against the motionless background of a gray sky. The brown branches of the Montepulciano vineyard, the reassuring plot of our winters, stand in silence waiting for the wise cutting of dad Tommaso to decide their destiny.

The winery observes Sunday closure: after months of lively ferment, it finally seems to have back its time and its silences, which we have always loved and respected as an essential element in the refinement process of our wines.

The lunches of these days, long-awaited to savor the generous family Christmas recipes, were accompanied as usual by a selection of wines in which bottles to be discovered, or esteemed colleagues ones, are always accompanied by one of our bottles. Dad often ends up preferring his own, not because he doesn’t appreciate someone else’s good work: it is in his wine that he manages to articulate, concentrate and find satisfaction for the success of his work of entire years. Quietly and almost imperceptibly, a humble but steadfast happiness runs through him and invigorates with every sip.

The observation of this fleeting but incisive moment ignites the fuse of a small meditation, the development of which is articulated in a broader and more heartfelt thought. Therefore, if you wish to continue reading, take your time, make yourself comfortable and perhaps accompany yourself with a good glass of wine.

The moments in which we manage to drink our wines in a context detached from the working ones are for us as much desired as they are sometimes rare. And although the tastings conducted in professional fields always provide us with a range of pleasant moments and constructive comparisons, we often find ourselves ‘in the shoes’ of our most fearful critics. Finding ourselves tasting one of our wines on a private occasion let us savor the unusual freedom of abandoning ourselves to the simple, unique and intense emotions that they manage to convey, and through which we retrace every single effort, sleepless night, all the love and constancy that we employ over the year, over the years. And that sip for a moment appears us so perfect, a concentration of peace and happiness, satisfying harmony.

On the wave of these sensations we asked ourselves: who has never known us, have never exchanged a few words with us or visited our cellar or the vineyards; who has simply received a bottle as a gift, who has bought it by chance or out of curiosity, but also who has known us (and drinks) for years, know what is really hidden in ‘Olivastri wines’? How to interpret the sensations found in each of our glasses?

1. PRESENCE: ours is a wine made above all of people present, us, a simple, peasant family, extremely united and rooted in human values ​​and working methods of ancient memory. We are not alone in the words with which to persuade a client, or to take an impressive photo (of course, we take those too): we are always , directly, in every step and moment , from the countryside to the cellar to the farthest country in the world with suitcases full of bottles (and the terror of customs). Our presence is real, constant, involved, passionate. The presence of the impressive big hands of father Tommaso, of his crucial choices in the most difficult moments, of the methodical precision, of the support and attention to detail of the women of the Family; the presence every time the vineyard calls, the presence at every hour when the wine production keeps us awake, the presence when a friend comes to visit us or a customer needs a last-minute delivery. Making and describing our wines, being involved in production, marketing, graphics, sales and after-sales if necessary; be ready in 10 minutes from boots and clothes with must smells, to jump into the car perfect for a visit to a customer or a tasting tour. By closing your eyes, you could fully perceive our presence in the character that in general we would define enveloping of our wines, straightforward and without frills, without fear of expressing some angularity that Nature has decided to give us in certain vintages. Presence of people, presence of Nature.

2. GENUINITY: authenticity is undoubtedly the main goal of our production philosophy. Doing things well, but doing them genuinely. This choice unequivocally leads us to accept that Nature plays a decisive and hardly conditionable role in defining the peculiarities of our wines. We like to let the grape variety, the terroir, the vintage guide their qualitative imprint. We aspire to sincere wines, more than perfect ones. What makes everything that comes from nature special and fascinating for us is the unrepeatable uniqueness of every single entity, often accompanied by peculiar imperfections (not to be confused with defects). We are satisfied when, following the generosity or the whims of Mother Nature, with our work we have managed to obtain the best result possible for those vintage conditions, and a wine that has the colors, smells and flavors of the sea lands ​​(our Costa dei Trabocchi) from which it comes to life. The rigorous choice of respectful processing , both in the countryside and in the cellar, developed over the years with the sole aim of bringing home quality raw materials and transforming them into a concentrate of genuine emotions, regardless of any convention or fashion of the moment.

3. UNIQUENESS : daughter of authenticity, uniqueness is an extremely important value for us. Tommaso has always defended it, refusing any sort of homologation , from the organoleptic qualities of the wines to the commercial choices. A road certainly more tortuous and demanding, especially when, as happens more and more frequently, we are guided in choosing a wine on the wave of a trend rather than on the real peculiarities of a wine, of a territory and the real identity of people who produce it. But we strongly believe in uniqueness, and in every field we have always chosen what we thought could really represent the best to preserve it and support its expression, building over the years simple but absolutely personal working methods , firmly anchored to ancient traditions but without demonizing small ‘modernization’ interventions, when these could actually have introduced an improvement in the work or in the product. There is still great attention to time in the countryside as in the cellar, since for a good result it is essential that every intervention is carried out at the right time, with the right technique and only when necessary: great experience of father Tommaso, whom today we, daughters, with admiration and enthusiasm understand, learn and apply under his guidance. Our uniqueness is to be found in our wines , in their colors, aromas and rich sip, of course impossibile to be ordinary since they faithfully express individual people and specific micro-territories characters: tonic acidity of our sea terroir runs through all our different varieties bottled, and you can clearly see how different they still are in other traits. Our harvest always know how to patiently wait for a ripe and concentrated fruit, without ever going beyond, guaranteeing intensity, freshness and pleasant drink, ensuring excellent aging potential but also a more ready drink where preferred or preferable (some whites, for example, express themselves much better in young years!); the minerality and flavor of our soils of the ‘Costa dei Trabocchi’ are wonderfully and differently interpreted by each different grape variety bottled; the cleanliness and drinkability testify how much attention we employ in carrying out a discreet but punctual work in the cellar.

It would never have been possible to briefly explain what we know you can find in a glass of our wines, and we would still have many things to say.

We hope that this new year will gradually and safely bring us back to meet again to share new moments and stories together (of course some glasses too!). Waiting it will be possible again, we take this opportunity to thank those who, until the difficult 2020 left behind us, have sincerely believed in us, recognizing in our wines all our dignity and our passion in doing our best to deliver you a concentrate of humble but genuine and sincere emotions. Many wonderful people (more than customers or collaborators) have opened their doors to us with great hospitality, have appreciated, supported and shared our wines near us or further away in the world. All the people we met in the summer months, with whom we tried to reconstruct some of the lost carefree and freedom, proudly helping to deliver a beautiful memory of San Vito, of the Costa dei Trabocchi, of our Abruzzo. All the people who met us once, and still continue appreciating our wines and coming back just to say hello. We feel so much love, and we just say you ‘thank you’, from all Olivastri Family.

Happy 2021 !

Premio Berebene 2021 Marcantonio Cerasuolo d’Abruzzo DOC 2019

A portare in casa Olivastri il Premio Qualità/Prezzo Berebene 2021 del Gambero Rosso, quest’anno è stato il nostro Marcantonio Cerasuolo d’Abruzzo DOC 2019.

*English version at the end of the Italian text

Il Cerasuolo d’Abruzzo DOC rappresenta un’interpretazione del vitigno Montepulciano di notevole interesse e valore, oltre che di radicata tipicità per il nostro territorio di origine che abbiamo cercato di esaltare al meglio affinando negli anni peculiari selezioni in vigna ed attenti accorgimenti in cantina.

Ringraziamo le commissioni di degustazione, tutti gli amici ed i clienti che insieme a noi hanno creduto ed apprezzato sempre più il nostro lavoro e questo nostro vino, tra i più delicati da ottenere poiché frutto di attente valutazioni finalizzate al raggiungimento del complesso equilibrio arrivato dopo anni di sperimentazioni e lavoro.

Puoi acquistare questo vino e tutti i nostri vini online sul nostro nuovo Shop Vini Olivastri, con consegna direttamente a casa tua in 24-48 ore!

Racconti di Vendemmia 2020 – Il Montepulciano

*to read the article in another language, set your own in the translate box (on the right from pc, at the end of the article from telephone and tablet)

Montepulciano grape – hillside vineyards

L’andamento climatico e le premesse qualitative descritte nell’articolo in cui vi abbiamo raccontato la vendemmia delle uve bianche (che potete leggere qui), restano confermati anche per quel che riguarda l’annata 2020 delle uve rosse. Il Montepulciano rappresenta l’unico vitigno a bacca rossa coltivato nella nostra azienda, e si configura come il più tardivo tra tutti quelli da noi coltivati: se il Pecorino infatti taglia il nastro di ogni vendemmia, il Montepulciano ne sancisce la fine. Attraverso due differenti percorsi di vinificazione, da questo vitigno prendono forma due distinti vini DOC: il Cerasuolo d’Abruzzo (rosato o ‘rosa’, identificativo di più recente istituzione) e il Montepulciano d’Abruzzo (rosso).

I nostri vigneti di Montepulciano sono tutti allevati con sistema d’impianto a tendone (pergola Abruzzese) ed ubicati nelle nostre tenute collinari a 120m slm (asl). Tale collocazione garantisce un microclima più asciutto e soleggiato che, unitamente agli andamenti termici e meteorologici molto favorevoli, ci hanno assicurato quest’anno una crescita molto regolare dei germogli, bucce di eccellente consistenza a maturazione e vinaccioli che con un ottimo grado di colorazione raggiunta in perfetta sincronia temporale con l’incremento delle concentrazioni zuccherine nella bacca.

La materia prima di partenza portata in cantina è stata quindi di qualità notevole, caratterizzandosi per ricchezza organolettica ed equilibrio di composizione.

Cerasuolo d’Abruzzo

E’ con la vinificazione del Cerasuolo che le nostre mani e la nostra cantina tornano a tingersi per la prima volta delle brillanti tonalità porpora del Montepulciano. Come ogni anno abbiamo effettuato campionamenti frequenti e ravvicinati per individuare il giusto momento della raccolta delle uve, accorgimento fondamentale per ottenere il perfetto equilibrio organolettico che per anni abbiamo cercato in cantina: un vino che da un lato preservi acidità e freschezza, dall’altro sia in grado di cedere e rivelare elegantemente ricchezza cromatica, strutturale ed aromatica nel vino. Obiettivo centrato con la vendemmia di fine Settembre, in un giovane vigneto da qualche anno dedicato esclusivamente alla produzione del Cerasuolo. Aspettiamo ora di inebriarci presto con un piacevolissimo calice della nuova promettente annata, osservando e gustando nel mentre un tonico e piacevole calice del Cerasuolo 2019 (per i tanti appassionati, ancora disponibile sul nostro shop!).

Montepulciano d’Abruzzo

I colori ed profumi sprigionati prima in vigna e poi in cantina dalla lavorazione e dalle fermentazioni del Montepulciano d’Abruzzo rappresentano un’emozione unica che riviviamo ogni anno con grande entusiasmo. Ricorderemo questa annata 2020 per la notevole qualità e salubrità delle uve innanzitutto, con interventi fitosanitari limitati al minimo grazie al clima particolarmente favorevole. Abbiamo vinificato uve con gradazioni zuccherine mediamente comprese tra i 22 ed i 23 gradi Babo, buccia spessa e resistente e maturazione del vinacciolo perfettamente completa, provenienti dalle nostre vigne più vecchie che accolgono cloni perfettamente equilibrati negli anni con il terreno ed il microclima di zona. Ne è risultato un vino dotato di complessità aromatica e ricchezza strutturale, tannino pieno ed avvolgente ed acidità sensibilmente più alta rispetto all’annata 2019: i presupposti per attenderci un meraviglioso prodotto dopo il lungo percorso di affinamento ci sono tutti. Custodiremo con cura questa preziosa annata per i prossimi anni, prima di iniziare ad assaporare La Grondaia 2020 e, dopo una ulteriore sosta in barriques, La Carrata 2020.

Ed anche per quest’anno la Vendemmia è finita!

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Racconti di Vendemmia 2020 – I Bianchi

Pecorino, Trebbiano, Cococciola, Passerina

*English version at the end of the Italian text

View from our seaside vineyards

Eccoci giunti al momento in cui, come ogni anno, tiriamo le somme della vendemmia che ci lasciamo ormai alle spalle.

Come ci piace spesso ricordare, la vendemmia rappresenta per noi un tempo magico ed essenziale. L’istante che precede il primo taglio in un vigneto, quel brevissimo momento in cui la bellezza di tutti quei grappoli si rivela davanti ai nostri occhi, costituisce l’istante ‘galeotto’ che ci si imprime nell’anima e ci ricorda sempre il motivo per cui tanto amiamo questo lavoro.

Sebbene l’inverno 2020 sia stato caratterizzato da scarsissime precipitazioni, nei mesi primaverili temperature nella media stagionale e piogge utili generose (in particolare nel mese di Aprile) hanno assicurato una ottimale risorsa idrica alle nostre viti in fase di germogliamento, che è stato più omogeneo e regolare rispetto all’annata precedente. La nostra collocazione a ridosso del mare si è rivelata fondamentale nel proteggerci dal rischio di gelate tardive che ad inizio e metà Aprile si sono verificate in molti areali della nostra regione. I mesi estivi hanno registrato un lieve deficit idrico risultante dagli sporadici eventi piovosi di lieve significatività agronomica nei mesi di Luglio, Agosto e Settembre; condizione che abbiamo imparato ad apprezzare e riconoscere come positivamente determinante nel caratterizzare l’imprint qualitativo dell’annata. Nel mese di Agosto, temperature minime medie intorno ai 18°C e notevoli escursioni termiche (mediamente intorno ai 15°C nelle tenute marine) hanno garantito un equilibrato avanzamento della maturazione tecnologica rispetto a quella fenolica, sostenendo una bellissima concentrazione nelle uve molto vicina a quella che abbiamo avuto nella meravigliosa annata 2017.

Pecorino

Le nostre uve di Pecorino sono coltivate nei vigneti de L’Ariosa, collocati a ridosso del mare, e godono pertanto di un microclima peculiare e differente rispetto alle tenute collinari: temperature mediamente più basse per effetto delle correnti marine ma escursioni termiche più marcate, fanno slittare in avanti rispetto alla media locale le fasi del ciclo vegetativo e di maturazione di questo vitigno, che rappresenta comunque il più precoce e che inaugura sempre ogni nostra nuova vendemmia. Quest’anno lo abbiamo raccolto il 9 Settembre. Grazie alle temperature sotto i 30°C di max e sotto i 18°C di min notturne osservate nei 15 giorni precedenti la raccolta, la maturazione raggiunta è stata perfetta e completa, preservando un’ottima acidità che anche quest’anno, unitamente al sostenuto tenore alcolico sviluppato (tipico nel nostro Pecorino), confermerà un’ottima freschezza e longevità a questo vino, che abbiamo imparato a custodire in cantina per bere qualche anno più tardi quando si aprirà in un meraviglioso ventaglio di complessità aromatiche ed avvolgenza gustativa.

Trebbiano

Certamente una meravigliosa annata per il Trebbiano, che ci ha regalato probabilmente dal punto di vista tecnico le migliori uve: eccellente equilibrio dal punto di vista della maturazione, perfetta salubrità, bucce ricche e di notevole consistenza, eccellenti livelli di acidità ed un grado alcolico sviluppato perfettamente centrato per il tipo di prodotto che coltiviamo e l’andamento climatico stagionale. Siamo molto soddisfatti del risultato ottenuto in vigna per questo vitigno quest’anno, poiché vi abbiamo dedicato molte cure ed attenzioni proprio per cercare di raggiungere nel tempo un crescente livello qualitativo da uno dei vini nei quali crediamo fortemente, poiché puo’ regalare bellissime sensazioni a breve e lungo termine. Coltivato sui suoli argillosi delle tenute collinari, il clima mite, asciutto e soleggiato di inizio Settembre ne ha favorito un lieve anticipo di maturazione, pertanto la raccolta è stata pochi giorni in anticipo rispetto al solito.

Cococciola

Parallelamente al Trebbiano, anche per le uve di Cococciola abbiamo ritrovato quest’anno in vigna una qualità positivamente notevole. La raccolta non si è discostata molto dai nostri abituali tempi medi per questo vinigno, slittando di qualche giorno a causa di lievi eventi piovosi (<5mm caduti) a seguito dei quali abbiamo preferito attendere per assicurarci che le uve raccolte non presentassero residui di umidità che avrebbero diluito la concentrazione di zuccheri, acidi e corredo polifenolico ed aromatico raggiunta. Le bucce hanno tenuto molto bene, e la materia prima che abbiamo portato in cantina ha mostrato nel mosto risultante eccellenti proprietà organolettiche, riconfermando la sostenuta acidità (sia in termini di acidità totale che pH=3,2) tanto caratteristica di questo vino, perfettamente bilanciata dal buon tenore alcolico svolto. Ci aspettiamo di assaporare una gradevolissima freschezza ed una meravigliosa sapidità. Fingers crossed!

Passerina

La Passerina si è fatta attendere qualche giorno in più quest’anno, rappresentando l’ultimo vitigno bianco ad essere raccolto nella nostra azienda, e nelle tenute L’Ariosa. Un abbassamento repentino delle temperature (pur senza gelate) in alcune giornate di Aprile, ha colto i germogli di questo vitigno in un momento particolarmente sensibile ritardandone già la crescita vegetativa. Ritardo mantenuto fino alla maturazione, quando la concomitanza delle ultime settimane di maturazione con temperature diurne intorno ai 30°C, hanno rallentato molto i processi fotosintetici e la concentrazione di zuccheri, chiedendoci di aspettare ancora per ottenere il grado di maturità da noi desiderato. La vendemmia è stata così una delle più tardive degli ultimi anni per questo vitigno. Eccezion fatta per questi aspetti temporali, la qualità si è confermata ottima anche per questo vitigno, che mostra tonica acidità paragonabile al Trebbiano ed una ricchezza di piacevoli sentori aromatici che ora aspettiamo di risentire sorseggiandone un elegante e delicato calice.

Segui il nostro blog, nei prossimi giorni racconteremo la vendemmia 2020 delle uve rosse di Montepulciano!

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Decanter Awards a L’Ariosa Pecorino e La Grondaia Montepulciano!

Entrambi i vini da noi selezionati ed inviati al prestigioso concorso internazionale ‘Decanter World Wine Award’ sono stati premiati! L’Ariosa Pecorino 2018 e La Grondaia Montepulciano d’Abruzzo 2016 hanno ricevuto l’Award Bronze. Siamo molto felici ed onorati di questi bellissimi riconoscimenti ottenuti.

Golden Star Vinibuoni d’Italia per La Carrata 2015

Da Vinibuoni d’Italia, l’unica guida interamente dedicata ai soli vitigni autoctoni di ogni zona produttiva, arriva il riconoscimento della Golden Star per il nostro Montepulciano d’Abruzzo La Carrata 2015 !

Un apprezzamento che ci gratifica in modo particolare, poiché viene assegnato a vini che esprimono ‘oltre ad eleganza, finezza ed equilibrio, qualità e precisa espressione del varietale e del territorio’, aspetto a noi da sempre caro per il quale lavoriamo seguendo precise scelte in vigna e soprattutto in cantina.

Volete scoprire o rivivere l’emozione di degustare questo vino? Da oggi potete acquistarlo qui, sul nostro Shop Online ufficiale, insieme a tutti i nostri vini!

I nostri vini menzionati su VertdeVin Magazine!

 

Il Magazine di Bordeaux ‘VertdeVin’ ha selezionato nelle degustazioni dello scorso Marzo i nostri vini!

92-93 punti per La Carrata 2013 (Montepulciano d’Abruzzo), 90 punti a L’Ariosa Pecorino 2018, 89-90 per La Grondaia 2016 (Montepulciano d’Abruzzo) e Santa Clara 2018 (Trebbiano d’Abruzzo).

Trovate i commenti completi di degustazione qui:

La Carrata 2013

L’Ariosa Pecorino 2018

La Grondaia 2016

Santa Clara 2018

La Carrata 2015 Award Rosso dal Merano Wine Hunter

Il nostro Montepulciano d’Abruzzo DOC La Carrata 2015 conquista anche quest’anno il ‘The Wine Hunter Award Rosso‘ !

Una bellissima soddisfazione, che ci consentirà di essere presenti nella prestigiosa cornice del prossimo Merano Wine Festival nella ‘The Wine Hunter Award Area’, rappresentando con il nostro vino la genuina espressione del nostro meraviglioso territorio della Costa dei Trabocchi.

L’Ariosa Pecorino 2018 Medaglia d’oro Gilbert&Gaillard!

Gold Medal L'Ariosa Pecorino 2018

Medaglia d’Oro assegnata al nostro Pecorino L’Ariosa, annata 2018 nelle degustazioni dell’International Challenge 2020 Gilbert & Gaillard.

Un prestigioso riconoscimento che ci rende orgogliosi del nostro lavoro da sempre volto alla genuinità, attraverso il quale riusciamo ad evidenziare le peculiarità e l’unicità del nostro territorio in tal modo conosciuto ed apprezzato in tutto il mondo!